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Parma: La Certosa contesa



“La Certosa di Parma” di Stendhal per Antonio Delfini era a Modena

“Togliete a Parma il complesso della Pilotta, il Battistero, l’università e il grande giardino col lago, e ciascuno può immaginarsi che cosa ne resta. […] Quell’aspetto di doppia grossa borgata che la può avvicinare a un qualsiasi grosso e brutto paese della pianura padana”.

Era velenoso lo scrittore modenese  Antonio Delfini quando parlava di Parma.  E lo era per ragioni letterarie. Riteneva che il grande Stendhal avesse ambientato il suo capolavoro,  “La Chartreuse de Parme” non a Parma ma nella sua Modena.   E lo dimostrò in un libro pubblicato nel 1962  presso l’editore milanese Vanni Scheiwiller  dal titolo  “Modena 1831. Città della Chartreause”.

Dieci anni prima di lui, però, il critico letterario Luigi Foscolo Benedetto aveva dato alle stampe “La Parma di Stendhal”, un volume di 600 pagine che dimostrava invece che la “Parme” del romanzo di Stendhal era proprio a Parma.

Stendhal Elleboro

La Certosa letteraria

Il romanzo prende il titolo dal luogo dove

 

il protagonista, il bel Fabrizio del Dongo, si ritira alla fine della sua  sua avventurosa vita.

Scrive Stendhal:

“Fabrizio era troppo sincero credente per ricorrere al suicidio: sperava di ritrovar Clelia in un mon­do migliore, ma sentiva anche che molto doveva riparare in questo. Poco dopo la morte di Clelia, dispose delle sue sostanze: assicurò una pensione di mille lire a ciascuno dei suoi servitori, e non se ne riserbò che altre mille per sé; diede terre per circa centomila lire alla contessa Mosca, pari somma alla marchesa Del Dongo sua madre, e ciò che avanzava del patrimonio paterno, a una delle sorelle mal maritata. La dimane, dopo aver mandato a chi di ragione le dimissioni dal suo ufficio di arcivescovo e la rinunzia a tutti gli altri uffici ed onori di cui lo avevano successivamente colmato il favore di Ernesto V e la benevolenza del conte Mosca, si ritirò nella Certosa di Parma, nelle selve prossime al Po, a due leghe da Sacca”.

Le Certose reali

Nonantola

Antonio Delfini la colloca  presso l’augusta Abbazia di Nonantola perchè, come scriveva Stendhal, dista due leghe da Sacca, sorge tra i boschi  ed è nella strada che collega Modena con Ferrara.

Valserena

A Parma invece  gli storici optano per l’Abbazia di Valserena o abbazia di San Martino dei Bocci, nota comunemente come Certosa di Paradigna, è un’ex abbazia cistercense dalle forme gotiche e barocche situata a Paradigna, frazione alla periferia nord di Parma. Fondata nel 1298 e sconsacrata nel 1810 oggi è sede di una scuola dell’Università di Parma ed è visitabile.

La  Certosa di Parma propriamente detta però è un’altra:  un ex convento benedettino costruito alla periferia della città, in via Certosa, che risale alla fine del 1200 ma che non conserva più tracce del suo passato religioso. Oggi ospita una scuola della Polizia Penitenziaria e non è visitabile.

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