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Leonard e Virginia Woolf a Parma: i diari



Virginia Woolf non ha mai scritto letteratura di viaggio come la intendiamo noi oggi, anzi. Riteneva che quel tipo di scrittura così povero e banalmente descrittivo non avesse nulla a che fare con la letteratura.

In visita a Firenze, nel 1909, annota nei suoi diari ‘La scrittura descrittiva è pericolosa e tentatrice. Produrre qualcosa è facile, richiede poca energia mentale. Si coglie un aspetto generale, ad esempio dell’acqua o del colore, e lo si annota. Quest’unica caratteristica definisce.’

Il suo unico faro, da esordiente prima e da scrittrice affermata poi, è sempre stato quello di raccontare le emozioni, le sensazioni, trasfigurando i luoghi e le persone incontrate in qualcosa di diverso. Di altro.

 

Eppure Virginia e Leonard erano grandi viaggiatori. Una volta all’anno, tranne quando la malattia psichica di Virginia lo impediva, salivano a bordo della loro auto e partivano verso le mete più disparate. Durante questi viaggi Virginia teneva diari assidui e molto documentati che forse non sono letteratura di viaggio nel senso in cui la intendiamo noi ma di sicuro raccontano i luoghi e i suoi abitanti meglio di qualsiasi guida.

Il viaggio che conduce Virginia Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, parte da Londra nel maggio 1933 tocca Siena poi Lerici e Rapallo, sulle coste liguri, e infine, dopo gli Appennini la città Ducale che Virginia descrive con poche, preziosissime pennellate.

‘Sugli Appennini non ho niente da dire – tranne che sulla cima sembra di essere dentro un ombrello verde: un crinale dopo l’altro: e nuvole catturate con la punta del bastone. E poi giù verso Parma; calda, pietrosa, rumorosa; con negozi che non vendono cartine; e ancora avanti su una strada di scorrimento fino a Piacenza, dove ci troviamo adesso che mancano 6 minuti alle 21. Questa ovviamente è la difficoltà del viaggiare – il prezzo che si paga per il vagabondaggio e la libertà – avere le scarpe impolverate e ripartire l’indomani di gran carriera – e pranzare su uno spiazzo verde accanto a un ruscello gelido e profondo. Tra una settimana sarà tutto finito – comodità e scomodità; e l’entusiasmo e il trambusto dati dal fatto di non avere impegni, orari, abitudini. Poi riprenderemo questi ultimi con uno slancio ancora maggiore.’

Parma: Dicono di lei

 

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